"A Minsk ci hanno proposto diverse condizioni inaccettabili" ma abbiamo respinto gli ultimatum. Lo dice il presidente ucraino Poroshenko, aggiungendo che l'accordo prevede anche "il ritiro di tutte le truppe straniere". Poroshenko dichiara di non aver acconsentito alla richiesta di uno statuto federalista, nè di autonomia per le regioni dell'Est rivendicate dai separatisti.
"Entro 19 giorni" tutti i prigionieri di guerra nel Donbass saranno liberati, secondo "una formula tutti per tutti", annuncia il presidente ucraino a Minsk.
giovedì 12 febbraio 2015
Ucraina, a Minsk accordo per una tregua
Un accordo di pace in 12 punti sarebbe pronto a Minsk, dopo una lunga maratona negoziale durata oltre 13 ore. Il "quartetto Normandia" (i leader di Ucraina, Russia, Francia e Germania) sarebbe
pronto per la firma. L'intesa prevede un cessate il fuoco entro 48 ore, il ritiro delle armi pesanti e la creazione di una zona di sicurezza nell'Est dove da 10 mesi è in corso un conflitto tra esercito regolare e separatisti. Lo riferisce Ria Novosti.
Dopo la sigla, il documento dovrebbe essere inviato al Gruppo di contatto.
pronto per la firma. L'intesa prevede un cessate il fuoco entro 48 ore, il ritiro delle armi pesanti e la creazione di una zona di sicurezza nell'Est dove da 10 mesi è in corso un conflitto tra esercito regolare e separatisti. Lo riferisce Ria Novosti.
Dopo la sigla, il documento dovrebbe essere inviato al Gruppo di contatto.
Il M5S non vota le riforme alla Camera
La Camera, dopo la sospensione della seduta per la mancanza del numero legale, ricompone il quorum e riprende a votare gli emendamenti alla riforma costituzionale.
Le richieste di modifica delle opposizioni vengono respinte dalla maggioranza. Il clima è rovente dopo le decisione di procedere con una "seduta fiume", votata dalla maggioranza contro l'ostruzionismo delle opposizioni. "Noi di M5S non prenderemo parte alle votazioni. Staremo in Aula ma non voteremo", annuncia Fabiana Dadone, del M5S.
Le richieste di modifica delle opposizioni vengono respinte dalla maggioranza. Il clima è rovente dopo le decisione di procedere con una "seduta fiume", votata dalla maggioranza contro l'ostruzionismo delle opposizioni. "Noi di M5S non prenderemo parte alle votazioni. Staremo in Aula ma non voteremo", annuncia Fabiana Dadone, del M5S.
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